Lu Xun Complete Works/it/Xingfu Jiating
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La famiglia felice (幸福的家庭)
Lu Xun (鲁迅, Lǔ Xùn, 1881–1936)
Traduzione dal cinese all'italiano.
Saggi, conferenze e corrispondenza letteraria.
Che cosa succede dopo che Nora se ne va?
Conferenza del 26 dicembre 1923 presso la Scuola Normale Superiore Femminile di Pechino
Quello di cui voglio parlare oggi e: "Che cosa succede dopo che Nora se ne va?"
Ibsen fu uno scrittore norvegese della seconda meta del XIX secolo. Le sue opere, a parte qualche decina di poesie, sono tutte pezzi teatrali. Queste opere contenevano per lo piu questioni sociali, e il mondo le defini "drammi sociali"; tra di esse si trova Nora.
Nora si intitola nell'originale Ein Puppenheim (Casa di bambola), tradotto in cinese come 《傀儡家庭》 (La famiglia delle marionette). Ma Puppe non indica soltanto la marionetta mossa dai fili; anche la bambola che un bambino abbraccia per giocare; e, per estensione, la persona che fa esattamente cio che un altro le ordina. All'inizio Nora viveva soddisfatta in quella che si definisce una famiglia felice, ma un giorno si risveglio: comprese di essere la marionetta del marito, e che i figli erano, a loro volta, le sue marionette. Allora se ne ando; si ode solo la porta che sbatte, poi cala il sipario. Questo lo sanno tutti, non occorre entrare nei dettagli.
Che cosa sarebbe servito perche Nora non se ne andasse? Si potrebbe dire che Ibsen stesso offra una risposta in Die Frau vom Meer (La donna del mare). Questa donna e gia sposata, ma aveva un vecchio amante dall'altra parte del mare, che un giorno appare all'improvviso e la esorta a partire con lui. Lei informa il marito che desidera incontrare lo straniero. Alla fine, il marito le dice: "Ora ti lascio in completa liberta. Puoi scegliere da te, e inoltre devi assumerti la tua responsabilita." A quel punto tutto cambia: lei decide di restare. Vista cosi, se Nora avesse ottenuto la stessa liberta, forse avrebbe potuto restare tranquilla.
Ma Nora, alla fine, se ne ando. Che cosa succede dopo? Ibsen non diede una risposta; e per di piu e gia morto. Anche se non fosse morto, non si sarebbe assunto la responsabilita di rispondere. Perche Ibsen faceva poesia, non poneva problemi sociali per poi risolverli. Come l'usignolo: canta perche vuole cantare, non perche la gente lo ascolti con profitto o diletto. Ibsen era molto estraneo alle convenzioni mondane. Si racconta che a un banchetto organizzato in suo onore da numerose signore, quando la rappresentante si alzo per ringraziarlo di aver scritto Casa di bambola, per aver dato una nuova ispirazione sulla coscienza e la liberazione femminile, egli rispose: "Nello scrivere quell'opera, la mia intenzione non era quella. Facevo semplicemente poesia."
Che cosa succede dopo che Nora se ne va? Altri hanno espresso le loro opinioni. Un inglese scrisse un'opera teatrale in cui una donna moderna abbandona il focolare, non trova nessuna via, e finisce per degradarsi, finendo in un bordello. Anche un cinese -- come lo chiamo? Un letterato di Shanghai -- disse che la versione di Nora da lui vista era diversa dalla traduzione attuale: Nora alla fine ritorna. Purtroppo nessun altro ha visto questa versione, a meno che Ibsen non gliel'abbia inviata personalmente. Ma a ragionare logicamente, Nora in realta ha solo due strade: o la degradazione, o il ritorno. Perche se si tratta di un uccellino, la gabbia certo non e liberta, ma uscendo dalla porta della gabbia, fuori ci sono aquile, gatti e altre minacce; e se le ali sono ormai intorpidite dalla lunga reclusione e ha dimenticato come volare, davvero non c'e via possibile. Ne resta una terza: morire di fame; ma morire di fame non appartiene piu alla vita, quindi non e neppure una via.
La cosa piu dolorosa nella vita e svegliarsi dal sogno senza una strada da percorrere. Chi sogna e felice; se non si vede una via percorribile, la cosa piu importante e non svegliarlo. Guardate il poeta Li He (李贺) della dinastia Tang: non visse forse tutta la vita nell'avversita? Eppure morendo disse a sua madre: "Mamma, Dio ha costruito un palazzo di giada bianca e mi ha chiamato per scrivere il testo inaugurale." Non era forse evidentemente una menzogna, un sogno? Eppure un giovane e una vecchia, uno morto e l'altra viva: il morto mori contento, e la viva visse tranquilla. Mentire e sognare, in quei momenti, si rivelano grandiosi. Percio penso: se non si trova la via, cio di cui abbiamo bisogno sono i sogni.
Ma non bisogna mai sognare il futuro. Arcybashev (阿尔志跋绥夫), attraverso un suo romanzo, interpello gli idealisti che sognano un mondo dorato futuro, perche per costruire quel mondo prima risvegliano intere moltitudini perche soffrano. Disse: "Avete promesso un mondo dorato ai loro discendenti, ma che cosa date a loro stessi?" Qualcosa danno: la speranza del futuro. Ma il prezzo e troppo alto: per questa speranza, bisogna acuire la sensibilita della gente affinche senta piu profondamente il proprio dolore, invocare l'anima perche contempli il proprio cadavere in putrefazione. Solo le menzogne e i sogni, in quei momenti, si rivelano grandiosi. Percio penso: se non si trova la via, cio di cui abbiamo bisogno sono i sogni; ma non sogni del futuro, solo sogni del presente.
Tuttavia, poiche Nora si e risvegliata, non le e facile tornare nel mondo dei sogni; percio non le resta che andarsene. Ma dopo essersene andata, a volte non puo evitare la degradazione o il ritorno. Altrimenti, bisogna chiedersi: che cosa porta con se, oltre a un cuore risvegliato? Se ha soltanto una sciarpa di velluto porpora come quelle che portate voi, larga anche due o tre piedi, non serve a nulla. Ha bisogno di maggiore ricchezza, di provviste nella borsa; detto senza giri di parole: ha bisogno di denaro.
I sogni sono belli; in loro assenza, l'importante e il denaro.
La parola "denaro" suona male, e forse i distinti signori la disprezzano; ma ho sempre notato che le opinioni della gente differiscono non solo tra ieri e oggi, ma persino tra prima e dopo il pasto. Chiunque ammetta che il cibo si compra col denaro e tuttavia consideri volgare parlarne: gli si tasti lo stomaco, che sicuramente contiene ancora pesce e carne non digeriti. Lo si faccia digiunare un giorno intero e poi si ascoltino le sue opinioni.
Dunque, per Nora il denaro -- o detto con piu eleganza, l'indipendenza economica -- e la cosa piu importante. La liberta, certo, non si puo comprare col denaro, ma puo essere venduta per denaro. L'umanita ha un grande difetto: patisce costantemente la fame. Per rimediare a questo difetto, per prepararsi a non essere marionette, nella societa attuale il potere economico risulta essenziale. In primo luogo, in famiglia si dovrebbe ottenere una distribuzione equa tra uomini e donne; in secondo luogo, nella societa si dovrebbe raggiungere un potere paritario tra i sessi. Purtroppo non so come si ottenga questo potere; so soltanto che bisognera lottare; e forse con una lotta ancora piu accanita di quella necessaria per ottenere il suffragio.
Rivendicare il potere economico e senz'altro cosa molto prosaica; tuttavia forse piu ardua che rivendicare l'elevato diritto al suffragio o la grandiosa emancipazione femminile. In questo mondo ci sono piccole azioni piu difficili delle grandi. Per esempio, in un inverno come questo, se abbiamo solo questo cappotto imbottito e dobbiamo salvare un uomo che sta per morire di freddo, altrimenti tocca sedersi sotto l'albero della Bodhi a meditare un metodo per salvare tutta l'umanita. Salvare tutta l'umanita e salvare una sola persona differiscono enormemente per grandezza; tuttavia, se mi obbligassero a scegliere, correrei senza esitazione all'albero della Bodhi a sedermi, per evitarmi di togliermi l'unico cappotto e morire assiderato. Percio, se in casa si parla di suffragio, non si trovera grande opposizione; ma se si parla di distribuzione equa della ricchezza, probabilmente spunteranno nemici di fronte, e allora servira una lotta accanita.
La lotta non e cosa gradevole, e non si puo pretendere che tutti siano guerrieri. Allora i metodi pacifici hanno il loro valore: cioe, usare in futuro l'autorita genitoriale per liberare i propri figli. In Cina l'autorita genitoriale e suprema; quando verra il momento, si potranno ripartire i beni equamente tra i figli, affinche in modo pacifico e senza conflitti tutti ottengano uguali diritti economici; dopo, che si voglia studiare, intraprendere, godere o servire la societa, o dilapidare, ciascuno fara come vuole sotto la propria responsabilita. Benche anche questo sia un sogno piuttosto lontano, e molto piu vicino del sogno del mondo dorato. Ma la prima cosa necessaria e la buona memoria. La cattiva memoria avvantaggia se stessi ma nuoce ai discendenti. La gente dimentica, e percio puo liberarsi gradualmente delle sofferenze patite; ma anche percio ripete gli stessi errori degli antenati. La nuora maltrattata diventa suocera e maltratta la nuora; il funzionario che detesta gli studenti era prima uno studente che malediceva i funzionari; chi ora opprime i figli era forse, dieci anni fa, un rivoluzionario domestico.
Nel mondo esiste un certo spirito da furfante la cui essenza e la tenacia. Si dice che dopo la rivolta dei "Boxer", i furfanti di Tianjin (天津) diventarono molto prepotenti. Per esempio, per trasportare un bagaglio, uno di loro chiedeva due yuan; se gli dicevano che il bagaglio era piccolo, rispondeva: due yuan; se gli dicevano che la distanza era breve, rispondeva: due yuan; se gli dicevano che non serviva piu il servizio, rispondeva: anche due yuan. Il furfante non e certo un modello, ma quella tenacia e davvero ammirevole. Lo stesso vale per rivendicare il potere economico: se qualcuno dice che e troppo volgare, si risponda: vogliamo il potere economico; se dice che e troppo basso, si risponda: vogliamo il potere economico; se dice che il sistema economico sta per cambiare e non occorre preoccuparsi, si risponda ugualmente: vogliamo il potere economico.
In realta, oggigiorno, la partenza di una sola Nora forse non le risulterebbe cosi difficile, perche si tratta di un personaggio tanto speciale e la sua azione cosi inedita da poter ottenere la simpatia di alcune persone che la aiutino a vivere. Ma vivere della simpatia altrui non e piu liberta; e se cento Nore se ne andassero, la simpatia diminuirebbe; se mille o diecimila se ne andassero, si trasformerebbe in avversione. Nulla e cosi affidabile come avere il potere economico nelle proprie mani.
Ottenendo l'indipendenza economica si smette forse di essere marionette? Neppure. Solo che i fili manovrati da altri si riducono, e le marionette che si possono manovrare da se aumentano. Perche nella societa attuale non solo le donne sono spesso marionette degli uomini, ma gli uomini sono marionette di altri uomini, le donne di altre donne, e gli uomini sono anche marionette delle donne. Questo non si puo risolvere semplicemente perche alcune donne ottengono il potere economico. Ma nessuno puo restare ad aspettare affamato l'arrivo del mondo ideale; almeno bisogna conservare un filo di respiro, come il pesce nella pozza prosciugata che cerca ansiosamente un po' d'acqua. Bisogna ottenere quel potere economico piu immediato, e nel frattempo pensare ad altre soluzioni.
Se il sistema economico venisse davvero riformato, tutto quanto detto sopra sarebbe naturalmente parole inutili.
Quanto sopra tratta pero Nora come una persona comune. Se fosse speciale e disposta a sacrificarsi volontariamente, sarebbe un'altra questione. Non abbiamo il diritto di persuadere nessuno al sacrificio, ne di impedirglielo. Inoltre nel mondo vi sono persone che si compiacciono del sacrificio e della sofferenza. In Europa esiste una leggenda: quando Gesu andava verso la crocifissione e si riposo sotto la tettoia di Ahasver, questi glielo impedi, e per questo fu maledetto a non riposarsi mai fino al Giudizio Finale. Da allora Ahasver non ha smesso di camminare; cammina ancora adesso. Camminare e faticoso, riposare e piacevole: perche non riposa? Benche porti una maledizione, probabilmente trova che camminare gli risulti piu gradito del riposare; percio continua a vagare senza sosta.
Solo che il piacere di quel sacrificio appartiene a lui stesso e non ha nulla a che vedere con cio che gli idealisti chiamano "servire la societa". Le masse -- specialmente quelle cinesi -- sono sempre spettatori di un dramma. Se chi si sacrifica mostra coraggio, vedono un dramma eroico; se mostra tremore, vedono una commedia. Davanti alle macellerie di Pechino (北京), ci sono sempre alcuni che guardano a bocca aperta la scuoiatura di un montone, apparentemente compiaciuti; il beneficio che il sacrificio umano puo dar loro non e maggiore di quello. E per giunta, dopo pochi passi, hanno gia dimenticato anche quel po' di piacere.
Di fronte a tali masse non c'e rimedio; la cosa migliore e che non abbiano spettacolo da guardare: questa sarebbe la cura. Non serve un sacrificio che scuota per un istante; meglio una lotta profonda e tenace.
Purtroppo, la Cina e troppo difficile da cambiare. Persino spostare un tavolo o riformare una stufa richiede quasi sangue; e anche versandolo, non e detto che si riesca a spostare il tavolo o riformare la stufa. Se non la colpisce una grande frusta sulla schiena, la Cina non si muove. Credo che quella frusta arrivera; se per il bene o per il male, e un'altra questione. Ma arrivera. Da dove verra, come verra, neppure io posso saperlo con certezza.
La mia conferenza termina qui.
I nemici della poesia
(Pubblicato il 1 gennaio 1925)
Tre giorni fa, incontrando per la decima volta il "ragazzo della poesia", nacque nella conversazione l'idea che io potessi contribuire con qualcosa al Settimanale Letterario. Pensai che se non si trattava di qualcosa con un titolo grandioso come Poesia, Romanzo o Critica -- generi che esigono una certa facciata -- ma di qualcosa di spensierato, simile a impressioni sciolte, la cosa sarebbe stata facile; cosi accettai subito. Poi passai due giorni senza far nulla, mangiando miglio, e fu solo quella sera che mi sedetti alla scrivania per scrivere. Ma risulto che non mi veniva nemmeno un titolo; alzai la penna e mi guardai intorno: a destra uno scaffale, a sinistra un baule di vestiti, davanti un muro, dietro un altro muro: nulla che mi offrisse la minima ispirazione. Allora capii: il grande disastro era gia addosso.
Per fortuna, dal "ragazzo della poesia" mi venne per associazione l'idea della poesia; ma disgraziatamente io sono un completo profano in materia poetica. Tuttavia ricordai uno studente tornato dall'estero, reputatamente di grande erudizione. A noi piaceva parlare in lingue straniere, lasciandoci senza capire nulla; ma davanti agli stranieri parlava in cinese. Questo ricordo mi diede una rivelazione: parlero di pugilato nel Settimanale Letterario; quanto alla poesia, ne parlero quando incontrero un maestro di pugilato. Ma mentre esitavo, ricordai qualcosa di piu appropriato: un articolo di Harubi Ichiro (春日一郎) che avevo visto sullo Xuedeng (学灯), cosi copiai direttamente il suo titolo: "I nemici della poesia."
L'ostilita di Platone verso l'arte respingeva la poesia come imitazione dell'imitazione. Nondimeno Platone era egli stesso un poeta; la sua Repubblica e un libro di sogni di poeta. In gioventu si era dedicato alla coltivazione dell'arte, ma quando comprese che non poteva superare l'invincibile Omero, si volse contro la poesia e la dichiaro nemica. Tuttavia la sua parzialita non pote reggere a lungo: il suo eminente discepolo Aristotele scrisse la Poetica e strappo la letteratura dalle mani del suo maestro per restituirla al mondo libero e indipendente.
La rivoluzione letteraria non porto un vero cambiamento per la poesia; giace moribonda. Le poesie d'amore sono malviste. Ma chi scrive per la propria amata non deve vergognarsi davanti ai vecchi signori. Non dobbiamo cercare di rendere felici gli usignoli; come i fiori, sono organi riproduttivi.
I mecenati della letteratura ne sono anche nemici. Carlo IX disse: I poeti sono come cavalli da corsa: bisogna dargli da mangiare bene, ma non ingrassarli troppo. La poesia di Petofi (裴彖飞) alla signora B.Sz. dice la stessa cosa: "Ho sentito che rendete felice vostro marito. Spero non sia vero, poiche egli e un usignolo della sofferenza, ora ammutolito nella felicita. Trattatelo con durezza, affinche continui a cantare dolci canzoni!"
(17 gennaio 1925, pubblicato nel Settimanale Letterario del Jingbao (京报).)
Sul "Simbolo del tormento"
Lettera al signor Wang Zhu (王铸):
La ringrazio molto della sua lettera giunta da cosi lontano.
Quando vidi le opere di Kuriyagawa (厨川) sulla letteratura, era gia dopo il terremoto. Il simbolo del tormento fu il primo libro; prima non vi avevo prestato attenzione. Alla fine del libro c'e un breve epilogo del suo discepolo Yamamoto Shuji (山本修二); nel tradurlo, presi alcune frasi dall'epilogo per la mia prefazione. L'epilogo dice sostanzialmente che la prima meta del libro era stata pubblicata in precedenza sulla rivista Kaizo (改造); quando dopo il terremoto si dissotterro il manoscritto, risulto che c'era una seconda meta, senza titolo generale, cosi egli stesso, seguendo il filo di quanto pubblicato su Kaizo, lo intitolo Il simbolo del tormento e lo mando in stampa.
Lu Xun, 9 gennaio.
(Pubblicato il 13 gennaio 1925 nel Supplemento del Jingbao (京报副刊).)
Postilla ai "Pensieri improvvisi"
Sono un professore associato, prossimo al rango di ordinario. Secondo l'opinione del signor Jiang Zhenya (江震亚), pare che una persona cosi non dovrebbe firmare. Ma anch'io ho pubblicato articoli sotto pseudonimo, e poi qualcuno mi ha rimproverato di eludere la responsabilita; e inoltre, questa volta il mio testo ha un certo tono polemico, cosi alla fine ho firmato. Benche non sia il mio vero nome; gli somiglia, con l'inconveniente di lasciar intravedere la coda di "professore associato", senza rimedio possibile.
(15 gennaio.)
(Pubblicato il 16 gennaio 1925 nel Supplemento del Jingbao (京报副刊).)
Replica: I libri cinesi e la decadenza viva
I difensori della tradizione respingono l'accusa che i libri cinesi contengano soltanto un "ottimismo da cadavere". Al contrario, argomentano che le correnti filosofiche dell'antica Cina -- dal dibattito tra Confucio (孔子) e Mozi (墨子) sull'amore parziale e l'amore universale, passando per la dialettica di Laozi (老子) e la visione mistica di Zhuangzi (庄子), fino all'edonismo di Yang Zhu (杨朱) -- dimostrano che il pensiero cinese e sempre stato vivo, sempre in movimento, sempre in conflitto con se stesso. E precisamente questa ricchezza di prospettive contraddittorie che rende la tradizione filosofica cinese una tradizione di vita, non di morte.
Corrispondenza letteraria
Corrispondenza su questioni di traduzione: replica di Liao Zhongqian (廖仲恺) e commento di Fuyuan (复原) sulla pratica traduttiva di Gor'kij e Wilde. "Il cognome di Gor'kij non e Gao (高)." Discussione sulla traduzione dei nomi stranieri in cinese.
Sullo pseudonimo "Qinxin" (沁心) (= Ouyang Lan, 欧阳兰). Rivista Mangyuan (莽原). Lettere di Xiang Peiliang (向培良) da Kaifeng (开封) sulla vita studentesca.
Indagine sull'incidente della Pagoda di Ferro
Corrispondenza successiva: Zhao Yintang (赵荫棠) da Pechino (北京) mette in dubbio l'incidente della Pagoda di Ferro. Risultati dell'indagine: la Pagoda di Ferro era sotto sigillo (Prova A); le studentesse negarono l'incidente (Prova B). Tuttavia alcuni continuarono a credere alla voce.
La questione fondamentale non era se l'incidente concreto fosse avvenuto o meno. La questione fondamentale era perche tali voci sorgessero con tanta facilita e fossero credute con tanta rapidita. In una societa dove la violenza contro i civili e qualcosa di quotidiano, le voci su fatti violenti non necessitano di fondamento per propagarsi: la realta quotidiana presta loro sufficiente verosimiglianza.
Chi vuole sradicare le voci non deve combattere i sintomi ma le cause. E la causa per cui la gente crede facilmente alle voci su atrocita e che, troppo spesso, le atrocita sono reali.