Difference between revisions of "Lu Xun Complete Works/it/Wuchang"
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| − | '''Lu Xun (鲁迅, Lǔ Xùn, 1881–1936) | + | '''Lu Xun''' (鲁迅, Lǔ Xùn, 1881–1936) |
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== 【1918】 == | == 【1918】 == | ||
| − | === | + | === Sogno (梦) === |
| − | + | Molti sogni approfittano del crepuscolo per far baccano. | |
| − | + | Il sogno precedente ha appena scacciato quello di prima, quando il sogno successivo ha gia cacciato il precedente. | |
| − | + | Il sogno che se ne va e nero come inchiostro, il sogno presente e altrettanto nero come inchiostro; | |
| − | + | quello che se ne va e quello che resta sembrano entrambi dire: "Guarda che bel colore ho;" | |
| − | + | forse il colore e bello, nell'oscurita non si sa; | |
| − | + | e inoltre non si sa chi sia quello che parla. | |
○ ○ ○ | ○ ○ ○ | ||
| − | + | Nell'oscurita non si sa; il corpo brucia, la testa duole. | |
| − | + | Vieni, vieni! Sogno chiaro. | |
| − | ('' | + | (''Gioventu Nuova'' (《新青年》), vol. 4, n. 5.) |
| − | === | + | === Il dio dell'amore (爱之神) === |
| − | Un | + | Un bimbetto, con le ali dispiegate nell'aria, |
| − | una mano | + | una mano sulla freccia, l'altra a tendere l'arco, |
| − | + | non so come, d'un colpo mi colpi in pieno petto. | |
| − | + | "Signor bimbetto, grazie per la vostra fortuita coltivazione! | |
| − | + | Ma ditemi: chi devo amare?" | |
| − | + | Il bimbo si spavent0, scosse il capo e disse: "Ahime! | |
| − | + | Sei una persona che ha ancora cuore, e dici pure queste cose! | |
| − | + | Chi devi amare, come posso saperlo io? | |
| − | + | In ogni caso, la mia freccia l'ho gia scoccata! | |
| − | + | Se ami qualcuno, va' ad amarlo con tutta l'anima; | |
| − | + | se non ami nessuno, puoi anche andare a morire con tutta l'anima." | |
| − | ('' | + | (''Gioventu Nuova'' (《新青年》), vol. 4, n. 5.) |
| − | === | + | === Il fiore di pesco (桃花) === |
| − | + | Passata la pioggia primaverile, il sole splende di nuovo; passeggio a caso per il giardino. | |
| − | + | I peschi fioriscono a ovest del giardino, i susini a est. | |
| − | + | Dico: "Magnifico! Fiori di pesco rossi, fiori di susino bianchi." | |
| − | ( | + | (Non ho detto che i fiori di pesco non fossero bianchi come quelli del susino.) |
| − | + | Ma il fiore di pesco si offese; il suo volto si tinse del rosso di Yang Guifei (杨妃红). | |
| − | + | Bel tipo! Davvero! Sei riuscito ad arrossire di rabbia. | |
| − | + | Se le mie parole non ti hanno offeso, perche sei arrossito cosi! | |
| − | + | Ahime! I fiori hanno le loro ragioni. Io non le capisco. | |
| − | ('' | + | (''Gioventu Nuova'' (《新青年》), vol. 4, n. 5.) |
| − | === | + | === Il loro giardino (他们的花园) === |
| − | Un | + | Un bimbetto con i riccioli, |
| − | + | sul suo visetto color argento e giallo resta ancora un po' di rosa -- pare proprio che stia per vivere. | |
| − | + | Esce dal grande portone rotto, guarda la casa del vicino: | |
| − | + | nel loro grande giardino ci sono molti bei fiori. | |
| − | Usando | + | Usando tutte le sue piccole astuzie, ottenne un giglio; |
| − | + | bianco e luminoso, come neve appena caduta. | |
| − | Lo | + | Lo porto con cura a casa; riflesso sul suo viso, vi aggiunse un colorito roseo. |
| − | + | Le mosche ronzano e volano attorno al fiore, sparse per tutta la stanza -- | |
| − | + | "Si ostina a volere questo fiore sporco, bambino sciocco!" | |
| − | + | Guarda in fretta il giglio: ha gia alcune macchie di escrementi di mosca. | |
| − | + | Non riesce a guardarlo; non riesce a lasciarlo. | |
| − | + | Fissa gli occhi al cielo; non ha piu nulla da dire. | |
| − | + | Senza parole, pensa alla casa del vicino: | |
| − | + | nel loro grande giardino ci sono molti bei fiori. | |
| − | ('' | + | (''Gioventu Nuova'' (《新青年》), vol. 5, n. 1.) |
| − | === | + | === L'uomo e il tempo (人与时) === |
| − | Uno dice: | + | Uno dice: il futuro sara migliore del presente. |
| − | + | Un altro dice: il presente non regge il confronto col passato. | |
| − | + | Un altro dice: cosa? | |
| − | + | Il Tempo dice: tutti insultate il mio presente. | |
| − | + | Chi dice che il passato era migliore, torni pure indietro. | |
| − | + | Chi dice che il futuro sara migliore, mi segua avanti. | |
| − | + | E quello che dice "cosa?", | |
| − | + | non so che cosa stia dicendo. | |
| − | ('' | + | (''Gioventu Nuova'' (《新青年》), vol. 5, n. 1.) |
| − | === | + | === Attraversare il fiume e indicare la via (渡河与引路) === |
| − | + | Fratello Xuantong (玄同): | |
| − | + | Due giorni fa ho visto nella corrispondenza del numero 2 del volume 5 di ''Gioventu Nuova'' (《新青年》) che tu menzionavi che Tang Si (唐俟) non si opponeva neppure all'esperanto e che si poteva discuterne. Io naturalmente non mi oppongo all'esperanto, ma neppure desidero discuterne; perche la mia ragione per sostenere l'esperanto e molto semplice e non puo ancora essere oggetto di discussione. | |
| − | + | Se chiedi la ragione del mio sostegno, e semplicemente che, a mio avviso, l'umanita dovra avere in futuro una lingua comune; percio sostengo l'esperanto. | |
| − | + | Quanto a se la lingua universale del futuro sara o meno l'esperanto, non e possibile determinarlo. Forse si perfezionera l'esperanto rendendolo piu completo; forse ne sorger una migliore: tutto e possibile. Ma poiche al momento esiste solo l'esperanto, non possiamo che imparare l'esperanto. Siamo in un'era di inizi, come quando non c'erano i piroscafi: non restava che montare sulle piroghe. Se per prevedere che in futuro ci saranno piroscafi, non si costruissero piroghe ne vi si montasse, allora nemmeno i piroscafi verrebbero mai inventati, e l'umanita non potrebbe attraversare le acque. | |
| − | + | Tuttavia, alla domanda sul perche l'umanita debba necessariamente avere in futuro una lingua comune, non si puo fornire una prova conclusiva. Dire che e impossibile averla non si puo neppure provare. Percio non c'e alcuna necessita di discuterne; basta che ciascuno agisca secondo le proprie convinzioni. | |
| − | + | Ma ho un'altra opinione: ritengo che imparare l'esperanto sia una cosa, e imparare lo spirito dell'esperanto un'altra cosa distinta. -- Con la letteratura in lingua volgare succede lo stesso. -- Se il pensiero resta quello di prima, si cambia il marchio ma non la merce; appena ci si alza dalla genuflessione davanti al "Saggio Cangjie (仓颉) dai quattro occhi", ci si inginocchia ai piedi del "Primo Maestro Chai Minghua"; insomma, quando prima ci si opponeva al progresso umano si diceva "no" [in un'altra lingua], e ora si dice "ne"; prima si scriveva "fu zai" (non!), e ora si scrive "bu xing" (non si puo!) e basta. Dunque, la mia opinione e che diffondere la scienza e le lettere corrette e migliorare il pensiero viene prima di tutto; discutere l'esperanto viene in secondo piano, e quanto a polemiche e confutazioni, possono essere cancellate con un tratto di penna. | |
| − | La | + | La corrispondenza in ''Gioventu Nuova'' sembra piuttosto abbondante ultimamente. Anche i lettori la leggono volentieri. Ma secondo la mia opinione personale, potrebbe essere un po' ridotta; basterebbe pubblicare periodicamente le discussioni sincere e sostanziali. Le critiche irresponsabili e le domande prive di buon senso meritano al massimo una sola risposta, poi non c'e bisogno di dire altro, risparmiando carta e inchiostro per altri usi. Per esempio, vedere fantasmi, cercare immortali, schiaffeggiarsi a vicenda e cose simili sono chiaramente faccende prive di qualsiasi buon senso, eppure ''Gioventu Nuova'' dibatte interminabilmente con loro e spiega la ragione per cui "due per cinque fa dieci." Non e uno spreco di fatica? Non e un'impresa penosa? |
| − | + | Vedo che il contenuto di ''Gioventu Nuova'' si divide a grandi linee in due categorie: una e quando si sente che l'atmosfera e chiusa e viziata, e che coloro che respirano quell'aria finiranno male; allora non si puo fare a meno di aggrottare le sopracciglia e dire "ahi!", nella speranza che chi condivide lo stesso sentimento presti attenzione e apra una via di salvezza. Se qualcuno dice che quel viso e quella voce non sono gradevoli quanto gli occhi di una cortigiana ne melodiosi quanto una canzonetta, ha perfettamente ragione; non dobbiamo discutere con lui ne argomentare che aggrottare le sopracciglia e sospirare e piu bello. Discutere con lui sarebbe un nostro errore. L'altra categoria e quando si sente che la strada percorsa fino ad ora e estremamente pericolosa e sta per giungere alla fine; allora, in coscienza, si cerca con onesta e, vedendo un'altra strada piana e promettente, si grida: "Da questa parte e meglio!", sperando che chi condivide il sentimento si volti, sfugga al pericolo e avanzi con facilita. Se qualcuno si ostina ad andare da un'altra parte, conviene consigliarlo una volta; ma se continua a non credere, non bisogna ostinarsi a trascinarlo, e ciascuno segua la propria strada. Perche se a forza di tirare si finisce per litigare, non solo non gli si reca beneficio, ma si fa perdere tempo a se stessi e a chi la pensa allo stesso modo. | |
| − | + | Gesu disse: se vedi un carro che sta per ribaltarsi, aiutalo a raddrizzarsi. Nietzsche disse: se vedi un carro che sta per ribaltarsi, dagli una spinta. Io naturalmente sono d'accordo con le parole di Gesu; ma credo che se l'altro non vuole essere aiutato, non bisogna ostinarsi ad aiutarlo: lascialo stare. Se poi riesce a non ribaltarsi, magnifico; se alla fine si ribalta, allora si: aiutalo davvero a rialzarsi. | |
| − | + | Fratello, ostinarsi a reggere e piu estenuante che rialzare, e meno efficace. Rialzarlo dopo che si e ribaltato gli giova piu che reggerlo quando barcolla. | |
| − | Tang Si (唐俟). | + | Tang Si (唐俟). Quattro novembre. |
| − | ('' | + | (''Gioventu Nuova'' (《新青年》), vol. 5, n. 5.) |
| − | == | + | == 【Volume quinto】 == |
| − | === | + | === I suoni non contengono tristezza ne gioia (声无哀乐论) === |
| − | ''[ | + | ''[Trattato filosofico di Ji Kang (嵇康, 223-262)]'' |
| − | Un | + | Un visitatore del Qin domando al Maestro del Campo d'Oriente: "Ho udito dire nei trattati precedenti che la musica di un'era ben governata e serena e gioiosa, e la musica di una nazione in rovina e triste e riflessiva. L'ordine o il disordine risiedono nel governo, e i suoni vi corrispondono. Pertanto, i sentimenti di tristezza e di riflessione si esprimono nei bronzi e nelle pietre; le immagini di pace e gioia prendono forma nei flauti e nelle corde. Inoltre, quando Confucio (仲尼) udi la musica Shao (韶), riconobbe la virtu di Yu Shun (虞舜); quando Ji Zha (季札) ascolto le corde, identifico i costumi di numerosi regni. Questi sono fatti comprovati che i saggi antichi non misero in dubbio. Ora tu sostieni da solo che i suoni non contengono tristezza ne gioia: qual e il tuo ragionamento? Se hai buone notizie, permettimi di ascoltare la tua spiegazione." |
| − | + | Il Maestro rispose: "Questo principio e rimasto a lungo stagnante, e nessuno ha voluto riscattarlo. Percio ha perdurato attraverso le ere, confondendo nome e realta. Ora che mi hai aperto la porta, esporro un aspetto della questione. Quando cielo e terra uniscono le loro virtu, i diecimila esseri ricevono la vita. Il freddo e il caldo si succedono, e i cinque elementi si completano. I colori si manifestano in cinque toni, i suoni sbocciano in cinque note. La produzione del suono e come odori e sapori esistenti tra cielo e terra. La sua bonta o malvagita, anche incontrando turbolenza e disordine, conserva la propria natura intatta e non muta. Forse l'amore e l'odio ne alterano l'essenza, la tristezza e la gioia ne modificano la misura? [...]" | |
| − | ''[ | + | ''[Il trattato prosegue in un ampio dibattito dialettico tra il visitatore del Qin e il Maestro del Campo d'Oriente, argomentando che i suoni musicali possiedono un'armonia naturale indipendente dalle emozioni umane; che la tristezza e la gioia risiedono nel cuore dell'ascoltatore, non nella musica stessa; e che gli antichi re impiegavano la musica per regolare i costumi, non perche la musica contenesse in se i sentimenti, ma perche l'armonia naturale dei suoni stimolava cio che gia risiedeva nell'intimo. Il Maestro conclude che suono e cuore sono "cammini distinti e sentieri separati" che non si intrecciano reciprocamente.]'' |
| − | == | + | == Capitolo sesto: Libri di spiriti e prodigi delle Sei Dinastie (seconda parte) == |
| − | ''[ | + | ''[Estratto dal'' Compendio di storia della letteratura cinese ''(《中国小说史略》) di Lu Xun]'' |
| − | + | I libri ausiliari del buddhismo registrati nel catalogo dei Sui comprendono nove autori, classificati nelle sezioni dei ''maestri'' e della ''storia''. Oggi si conserva soltanto il ''Registro delle anime ingiustamente uccise'' (《冤魂志》) di Yan Zhitui (颜之推), che cita classici e storie per dimostrare la retribuzione karmica, aprendo gia la strada alla fusione del confucianesimo e del buddhismo; gli altri sono andati perduti. Dei testi residui consultabili ve ne sono quattro: il ''Registro delle manifestazioni'' (《宣验记》) di Liu Yiqing (刘义庆) della dinastia Song, il ''Registro dei segni soprannaturali'' (《冥祥记》) di Wang Yan (王琰) della dinastia Qi, il ''Registro dei prodigi riuniti'' (《集灵记》) di Yan Zhitui della dinastia Sui, e il ''Registro delle meraviglie insigni'' (《旌异记》) di Hou Bai (侯白). In generale registrano le manifestazioni efficaci di sutra e immagini, dimostrano la realta delle verifiche miracolose, per commuovere il mondo comune e infondere fede e devozione; tuttavia le generazioni posteriori talvolta li considerarono narrativa. | |
| − | + | ''[Seguono esempi dell'imperatore Ming degli Han (汉明帝) che sogno una figura divina e invio emissari in India; di un manoscritto del sutra Shurangama che sopravvisse miracolosamente a un incendio; e del racconto di Zhao Tai (赵泰), che mori e visito gli inferi prima di essere restituito alla vita.]'' | |
| − | ''[ | + | ''[Continua con una sezione sugli scritti taoisti che rivaleggiavano col buddhismo, incluso il'' Registro dei prodigi ''(《神异记》) del sacerdote taoista Wang Fu (王浮), e i'' Registri di cose ritrovate ''(《拾遗记》) attribuiti a Wang Jia (王嘉) della dinastia Jin, con esempi dei loro racconti mitologici.]'' |
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| + | == Capitolo ventiquattresimo: Il romanzo sentimentale della dinastia Qing == | ||
| − | + | ''[Estratto dal'' Compendio di storia del romanzo cinese ''di Lu Xun, sul'' Sogno della camera rossa ''(《红楼梦》/《石头记》)]'' | |
| − | '' | + | A meta dell'era Qianlong (乾隆) [intorno al 1765], apparve improvvisamente a Pechino un romanzo intitolato ''Registro della pietra'' (《石头记》). In cinque o sei anni si diffuse ampiamente; tuttavia tutte le copie erano manoscritte e si vendevano nei mercati dei templi per diverse decine di monete d'oro. La versione constava di soli ottanta capitoli. L'inizio narra l'origine del libro: la dea Nuwa (女娲) riparo il cielo, ma lascio un'unica pietra inutilizzata. La pietra, molto addolorata, si lamentava della propria sorte quando apparvero un monaco e un taoista che dissero: "La tua forma e gia un oggetto prezioso, ma manca di utilita reale. Occorrera incidere dei caratteri affinche chiunque la veda sappia che e una cosa meravigliosa. Poi potremo portarti in un paese prospero e fiorente, in una famiglia di poesia e galateo, in un luogo di fiori e salici, in una terra di dolcezza e ricchezza, dove potrai stabilirti e godere." E se la portarono via nella manica. Non si sa quante ere trascorsero finche il taoista del Vuoto trovo la grande pietra, con testi incisi, e su richiesta della pietra la copio per presentarla al mondo. [...] |
| − | + | ''[Segue un'analisi della trama del romanzo: la famiglia Jia (贾), con le dimore di Ningguo (宁国) e Rongguo (荣国); i personaggi principali -- Jia Baoyu (贾宝玉) che nacque con una giada in bocca, Lin Daiyu (林黛玉) e Xue Baochai (薛宝钗); e la struttura dell'opera come racconto della decadenza di una grande famiglia aristocratica, con la celebre copla: "Il funzionario vede la sua fortuna appassire; il ricco vede il suo oro e argento esaurirsi... Guarda, come uccelli sazi che volano al bosco: resta solo una vasta distesa bianca, pulita e vuota!"]'' | |
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Impermanenza (无常)
Lu Xun (鲁迅, Lǔ Xùn, 1881–1936)
Traduzione dal cinese all'italiano.
【1918】
Sogno (梦)
Molti sogni approfittano del crepuscolo per far baccano.
Il sogno precedente ha appena scacciato quello di prima, quando il sogno successivo ha gia cacciato il precedente.
Il sogno che se ne va e nero come inchiostro, il sogno presente e altrettanto nero come inchiostro;
quello che se ne va e quello che resta sembrano entrambi dire: "Guarda che bel colore ho;"
forse il colore e bello, nell'oscurita non si sa;
e inoltre non si sa chi sia quello che parla.
○ ○ ○
Nell'oscurita non si sa; il corpo brucia, la testa duole.
Vieni, vieni! Sogno chiaro.
(Gioventu Nuova (《新青年》), vol. 4, n. 5.)
Il dio dell'amore (爱之神)
Un bimbetto, con le ali dispiegate nell'aria,
una mano sulla freccia, l'altra a tendere l'arco,
non so come, d'un colpo mi colpi in pieno petto.
"Signor bimbetto, grazie per la vostra fortuita coltivazione!
Ma ditemi: chi devo amare?"
Il bimbo si spavent0, scosse il capo e disse: "Ahime!
Sei una persona che ha ancora cuore, e dici pure queste cose!
Chi devi amare, come posso saperlo io?
In ogni caso, la mia freccia l'ho gia scoccata!
Se ami qualcuno, va' ad amarlo con tutta l'anima;
se non ami nessuno, puoi anche andare a morire con tutta l'anima."
(Gioventu Nuova (《新青年》), vol. 4, n. 5.)
Il fiore di pesco (桃花)
Passata la pioggia primaverile, il sole splende di nuovo; passeggio a caso per il giardino.
I peschi fioriscono a ovest del giardino, i susini a est.
Dico: "Magnifico! Fiori di pesco rossi, fiori di susino bianchi."
(Non ho detto che i fiori di pesco non fossero bianchi come quelli del susino.)
Ma il fiore di pesco si offese; il suo volto si tinse del rosso di Yang Guifei (杨妃红).
Bel tipo! Davvero! Sei riuscito ad arrossire di rabbia.
Se le mie parole non ti hanno offeso, perche sei arrossito cosi!
Ahime! I fiori hanno le loro ragioni. Io non le capisco.
(Gioventu Nuova (《新青年》), vol. 4, n. 5.)
Il loro giardino (他们的花园)
Un bimbetto con i riccioli,
sul suo visetto color argento e giallo resta ancora un po' di rosa -- pare proprio che stia per vivere.
Esce dal grande portone rotto, guarda la casa del vicino:
nel loro grande giardino ci sono molti bei fiori.
Usando tutte le sue piccole astuzie, ottenne un giglio;
bianco e luminoso, come neve appena caduta.
Lo porto con cura a casa; riflesso sul suo viso, vi aggiunse un colorito roseo.
Le mosche ronzano e volano attorno al fiore, sparse per tutta la stanza --
"Si ostina a volere questo fiore sporco, bambino sciocco!"
Guarda in fretta il giglio: ha gia alcune macchie di escrementi di mosca.
Non riesce a guardarlo; non riesce a lasciarlo.
Fissa gli occhi al cielo; non ha piu nulla da dire.
Senza parole, pensa alla casa del vicino:
nel loro grande giardino ci sono molti bei fiori.
(Gioventu Nuova (《新青年》), vol. 5, n. 1.)
L'uomo e il tempo (人与时)
Uno dice: il futuro sara migliore del presente.
Un altro dice: il presente non regge il confronto col passato.
Un altro dice: cosa?
Il Tempo dice: tutti insultate il mio presente.
Chi dice che il passato era migliore, torni pure indietro.
Chi dice che il futuro sara migliore, mi segua avanti.
E quello che dice "cosa?",
non so che cosa stia dicendo.
(Gioventu Nuova (《新青年》), vol. 5, n. 1.)
Attraversare il fiume e indicare la via (渡河与引路)
Fratello Xuantong (玄同):
Due giorni fa ho visto nella corrispondenza del numero 2 del volume 5 di Gioventu Nuova (《新青年》) che tu menzionavi che Tang Si (唐俟) non si opponeva neppure all'esperanto e che si poteva discuterne. Io naturalmente non mi oppongo all'esperanto, ma neppure desidero discuterne; perche la mia ragione per sostenere l'esperanto e molto semplice e non puo ancora essere oggetto di discussione.
Se chiedi la ragione del mio sostegno, e semplicemente che, a mio avviso, l'umanita dovra avere in futuro una lingua comune; percio sostengo l'esperanto.
Quanto a se la lingua universale del futuro sara o meno l'esperanto, non e possibile determinarlo. Forse si perfezionera l'esperanto rendendolo piu completo; forse ne sorger una migliore: tutto e possibile. Ma poiche al momento esiste solo l'esperanto, non possiamo che imparare l'esperanto. Siamo in un'era di inizi, come quando non c'erano i piroscafi: non restava che montare sulle piroghe. Se per prevedere che in futuro ci saranno piroscafi, non si costruissero piroghe ne vi si montasse, allora nemmeno i piroscafi verrebbero mai inventati, e l'umanita non potrebbe attraversare le acque.
Tuttavia, alla domanda sul perche l'umanita debba necessariamente avere in futuro una lingua comune, non si puo fornire una prova conclusiva. Dire che e impossibile averla non si puo neppure provare. Percio non c'e alcuna necessita di discuterne; basta che ciascuno agisca secondo le proprie convinzioni.
Ma ho un'altra opinione: ritengo che imparare l'esperanto sia una cosa, e imparare lo spirito dell'esperanto un'altra cosa distinta. -- Con la letteratura in lingua volgare succede lo stesso. -- Se il pensiero resta quello di prima, si cambia il marchio ma non la merce; appena ci si alza dalla genuflessione davanti al "Saggio Cangjie (仓颉) dai quattro occhi", ci si inginocchia ai piedi del "Primo Maestro Chai Minghua"; insomma, quando prima ci si opponeva al progresso umano si diceva "no" [in un'altra lingua], e ora si dice "ne"; prima si scriveva "fu zai" (non!), e ora si scrive "bu xing" (non si puo!) e basta. Dunque, la mia opinione e che diffondere la scienza e le lettere corrette e migliorare il pensiero viene prima di tutto; discutere l'esperanto viene in secondo piano, e quanto a polemiche e confutazioni, possono essere cancellate con un tratto di penna.
La corrispondenza in Gioventu Nuova sembra piuttosto abbondante ultimamente. Anche i lettori la leggono volentieri. Ma secondo la mia opinione personale, potrebbe essere un po' ridotta; basterebbe pubblicare periodicamente le discussioni sincere e sostanziali. Le critiche irresponsabili e le domande prive di buon senso meritano al massimo una sola risposta, poi non c'e bisogno di dire altro, risparmiando carta e inchiostro per altri usi. Per esempio, vedere fantasmi, cercare immortali, schiaffeggiarsi a vicenda e cose simili sono chiaramente faccende prive di qualsiasi buon senso, eppure Gioventu Nuova dibatte interminabilmente con loro e spiega la ragione per cui "due per cinque fa dieci." Non e uno spreco di fatica? Non e un'impresa penosa?
Vedo che il contenuto di Gioventu Nuova si divide a grandi linee in due categorie: una e quando si sente che l'atmosfera e chiusa e viziata, e che coloro che respirano quell'aria finiranno male; allora non si puo fare a meno di aggrottare le sopracciglia e dire "ahi!", nella speranza che chi condivide lo stesso sentimento presti attenzione e apra una via di salvezza. Se qualcuno dice che quel viso e quella voce non sono gradevoli quanto gli occhi di una cortigiana ne melodiosi quanto una canzonetta, ha perfettamente ragione; non dobbiamo discutere con lui ne argomentare che aggrottare le sopracciglia e sospirare e piu bello. Discutere con lui sarebbe un nostro errore. L'altra categoria e quando si sente che la strada percorsa fino ad ora e estremamente pericolosa e sta per giungere alla fine; allora, in coscienza, si cerca con onesta e, vedendo un'altra strada piana e promettente, si grida: "Da questa parte e meglio!", sperando che chi condivide il sentimento si volti, sfugga al pericolo e avanzi con facilita. Se qualcuno si ostina ad andare da un'altra parte, conviene consigliarlo una volta; ma se continua a non credere, non bisogna ostinarsi a trascinarlo, e ciascuno segua la propria strada. Perche se a forza di tirare si finisce per litigare, non solo non gli si reca beneficio, ma si fa perdere tempo a se stessi e a chi la pensa allo stesso modo.
Gesu disse: se vedi un carro che sta per ribaltarsi, aiutalo a raddrizzarsi. Nietzsche disse: se vedi un carro che sta per ribaltarsi, dagli una spinta. Io naturalmente sono d'accordo con le parole di Gesu; ma credo che se l'altro non vuole essere aiutato, non bisogna ostinarsi ad aiutarlo: lascialo stare. Se poi riesce a non ribaltarsi, magnifico; se alla fine si ribalta, allora si: aiutalo davvero a rialzarsi.
Fratello, ostinarsi a reggere e piu estenuante che rialzare, e meno efficace. Rialzarlo dopo che si e ribaltato gli giova piu che reggerlo quando barcolla.
Tang Si (唐俟). Quattro novembre.
(Gioventu Nuova (《新青年》), vol. 5, n. 5.)
【Volume quinto】
I suoni non contengono tristezza ne gioia (声无哀乐论)
[Trattato filosofico di Ji Kang (嵇康, 223-262)]
Un visitatore del Qin domando al Maestro del Campo d'Oriente: "Ho udito dire nei trattati precedenti che la musica di un'era ben governata e serena e gioiosa, e la musica di una nazione in rovina e triste e riflessiva. L'ordine o il disordine risiedono nel governo, e i suoni vi corrispondono. Pertanto, i sentimenti di tristezza e di riflessione si esprimono nei bronzi e nelle pietre; le immagini di pace e gioia prendono forma nei flauti e nelle corde. Inoltre, quando Confucio (仲尼) udi la musica Shao (韶), riconobbe la virtu di Yu Shun (虞舜); quando Ji Zha (季札) ascolto le corde, identifico i costumi di numerosi regni. Questi sono fatti comprovati che i saggi antichi non misero in dubbio. Ora tu sostieni da solo che i suoni non contengono tristezza ne gioia: qual e il tuo ragionamento? Se hai buone notizie, permettimi di ascoltare la tua spiegazione."
Il Maestro rispose: "Questo principio e rimasto a lungo stagnante, e nessuno ha voluto riscattarlo. Percio ha perdurato attraverso le ere, confondendo nome e realta. Ora che mi hai aperto la porta, esporro un aspetto della questione. Quando cielo e terra uniscono le loro virtu, i diecimila esseri ricevono la vita. Il freddo e il caldo si succedono, e i cinque elementi si completano. I colori si manifestano in cinque toni, i suoni sbocciano in cinque note. La produzione del suono e come odori e sapori esistenti tra cielo e terra. La sua bonta o malvagita, anche incontrando turbolenza e disordine, conserva la propria natura intatta e non muta. Forse l'amore e l'odio ne alterano l'essenza, la tristezza e la gioia ne modificano la misura? [...]"
[Il trattato prosegue in un ampio dibattito dialettico tra il visitatore del Qin e il Maestro del Campo d'Oriente, argomentando che i suoni musicali possiedono un'armonia naturale indipendente dalle emozioni umane; che la tristezza e la gioia risiedono nel cuore dell'ascoltatore, non nella musica stessa; e che gli antichi re impiegavano la musica per regolare i costumi, non perche la musica contenesse in se i sentimenti, ma perche l'armonia naturale dei suoni stimolava cio che gia risiedeva nell'intimo. Il Maestro conclude che suono e cuore sono "cammini distinti e sentieri separati" che non si intrecciano reciprocamente.]
Capitolo sesto: Libri di spiriti e prodigi delle Sei Dinastie (seconda parte)
[Estratto dal Compendio di storia della letteratura cinese (《中国小说史略》) di Lu Xun]
I libri ausiliari del buddhismo registrati nel catalogo dei Sui comprendono nove autori, classificati nelle sezioni dei maestri e della storia. Oggi si conserva soltanto il Registro delle anime ingiustamente uccise (《冤魂志》) di Yan Zhitui (颜之推), che cita classici e storie per dimostrare la retribuzione karmica, aprendo gia la strada alla fusione del confucianesimo e del buddhismo; gli altri sono andati perduti. Dei testi residui consultabili ve ne sono quattro: il Registro delle manifestazioni (《宣验记》) di Liu Yiqing (刘义庆) della dinastia Song, il Registro dei segni soprannaturali (《冥祥记》) di Wang Yan (王琰) della dinastia Qi, il Registro dei prodigi riuniti (《集灵记》) di Yan Zhitui della dinastia Sui, e il Registro delle meraviglie insigni (《旌异记》) di Hou Bai (侯白). In generale registrano le manifestazioni efficaci di sutra e immagini, dimostrano la realta delle verifiche miracolose, per commuovere il mondo comune e infondere fede e devozione; tuttavia le generazioni posteriori talvolta li considerarono narrativa.
[Seguono esempi dell'imperatore Ming degli Han (汉明帝) che sogno una figura divina e invio emissari in India; di un manoscritto del sutra Shurangama che sopravvisse miracolosamente a un incendio; e del racconto di Zhao Tai (赵泰), che mori e visito gli inferi prima di essere restituito alla vita.]
[Continua con una sezione sugli scritti taoisti che rivaleggiavano col buddhismo, incluso il Registro dei prodigi (《神异记》) del sacerdote taoista Wang Fu (王浮), e i Registri di cose ritrovate (《拾遗记》) attribuiti a Wang Jia (王嘉) della dinastia Jin, con esempi dei loro racconti mitologici.]
Capitolo ventiquattresimo: Il romanzo sentimentale della dinastia Qing
[Estratto dal Compendio di storia del romanzo cinese di Lu Xun, sul Sogno della camera rossa (《红楼梦》/《石头记》)]
A meta dell'era Qianlong (乾隆) [intorno al 1765], apparve improvvisamente a Pechino un romanzo intitolato Registro della pietra (《石头记》). In cinque o sei anni si diffuse ampiamente; tuttavia tutte le copie erano manoscritte e si vendevano nei mercati dei templi per diverse decine di monete d'oro. La versione constava di soli ottanta capitoli. L'inizio narra l'origine del libro: la dea Nuwa (女娲) riparo il cielo, ma lascio un'unica pietra inutilizzata. La pietra, molto addolorata, si lamentava della propria sorte quando apparvero un monaco e un taoista che dissero: "La tua forma e gia un oggetto prezioso, ma manca di utilita reale. Occorrera incidere dei caratteri affinche chiunque la veda sappia che e una cosa meravigliosa. Poi potremo portarti in un paese prospero e fiorente, in una famiglia di poesia e galateo, in un luogo di fiori e salici, in una terra di dolcezza e ricchezza, dove potrai stabilirti e godere." E se la portarono via nella manica. Non si sa quante ere trascorsero finche il taoista del Vuoto trovo la grande pietra, con testi incisi, e su richiesta della pietra la copio per presentarla al mondo. [...]
[Segue un'analisi della trama del romanzo: la famiglia Jia (贾), con le dimore di Ningguo (宁国) e Rongguo (荣国); i personaggi principali -- Jia Baoyu (贾宝玉) che nacque con una giada in bocca, Lin Daiyu (林黛玉) e Xue Baochai (薛宝钗); e la struttura dell'opera come racconto della decadenza di una grande famiglia aristocratica, con la celebre copla: "Il funzionario vede la sua fortuna appassire; il ricco vede il suo oro e argento esaurirsi... Guarda, come uccelli sazi che volano al bosco: resta solo una vasta distesa bianca, pulita e vuota!"]