Lu Xun Complete Works/zh-it/Shizhong
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Lu Xun (鲁迅, Lǔ Xùn, 1881–1936)
| 中文(原文) | Italiano |
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【六 矿山的人们】
因为烟气,屋子里就青苍,闷热了起来。凳子不够了。农夫和袭击队员们夹杂着,塞满了通路,挤在门口,就在莱奋生的颈子后面呼吸。
“开手罢,约瑟夫·亚伯拉弥支,”略勃支不满意似的说。他对于自己和队长,都不以为然。——所有的事情,到了现在,已经都好象完全无聊而且麻烦了。
木罗式加挤进门口,显着阴郁而狞恶的脸,和图皤夫并排站下。
莱奋生特地郑重说明,倘若他不以为这案件和农夫以及袭击队两面有关,倘若队里面没有许多本地人,他是决不使农人们放下工作的。
“照大家判定的办就是了。”他学着农夫的缓慢的调子,沉重地收了梢。他慢慢地坐在凳子上,向后一转,便忽然成了渺小的并不惹眼的人——将集会留在暗地里,使他们自己来议事,他却灯心似的消掉了。
起初有许多人同时说话,杂乱无章,不得要领,后来又有人随声附和,集会立刻热闹起来了。好几分钟中,竟不能听清一句话。发言的大抵是农人,袭击队员们只是沉静地默默地在等候。
“这也不对,”夏苔一般的白头发,总是不平的遏斯泰菲老头子严峻地大声说,“先前呢,米古拉式加[42]的时候呢,做出这等事来的小子,是在村子里打着游街示众的。偷的东西挂在颈子上,敲着锅子,带着走的……”他仿佛学校里的校长那样,摇着他干枯了的手指,好象在吓谁。
“不要再给我们来讲你的米古拉式加了罢!……”曲背的独只眼的——讲过日本人的那人大声说。他常常想摆手,但地方狭,他因此更加发狠了。“你总是你的米古拉式加!……时候过去了哩!……请了请了哩,再也不会回来的了!……”
“是米古拉式加也好,不是米古拉式加也好,做出这样的事来,总之是不好的。”——老头子很不屈服。“就是这样种作着,在养活大家的。不过来养偷儿,我们却不必。”
“谁说要养偷儿呀?偷儿的帮手,是谁也不来做的。说起偷儿来,你倒说不定正养着哩!”独眼的男人隐射着十年前逃到不知那里去了的老头子的儿子,说。“这里是要两样的天秤的!这小伙子,已经战斗了六年,——为什么尝了个瓜就不行了?……”
“但是为什么要偷呢?……”一个人诧异地说。“我的上帝,这算什么大不了的事……他只要到我们这里来,我就给他装满一口袋。有有,拿罢,——我们又不是喂牲口,给一个好人,有什么不情愿的!……”
在农民的声音中,并不含有愤懑。多数的人们,于这一件事是一致的,——旧的规则已经不中用了,必须有什么特别的方法。
“还是大家自己来决定罢,和议长一起!”有人大声说。“这一件事,我们没有什么要插嘴的……”
莱奋生从新站起,敲着桌子。
“同志们,还是挨次来说罢。”他镇静地,然而分明地说了,给大家能够听到。“一齐说起来,什么结局也不会有的。但木罗式加在那里呢?……喂,到这里来……”他显了阴沉的脸,接着说,大家的眼睛便都转向传令使所站的地方。
“我可是在这里也看见的……”木罗式加含糊地说。
“去罢,去罢!……”图皤夫推着他。
木罗式加踌躇了。莱奋生向前面走过去,象钳子似的,用那不瞬的视线,钉一般将木罗式加从群集中间拔出了。
传令使不看别人,垂着头走到桌子那边去。他汗出淋漓,他的手在发抖。他觉得自己身上有几百条好奇的视线,想抬起头来,但立刻遇到了生着硬麻一般胡子的刚卡连珂的脸。工兵同情地而且严厉地在看他。木罗式加受不住了,向着窗门那面,就将眼睛凝视着空虚的处所。
“那么,我们就来评议罢。”莱奋生仍象先前一样,非常平静地,然而使一切人们,连在门外的也能够听到地,说。“有谁要说话么?……哪,你,老伯伯,你有什么要说罢?……”
“在这里,有什么话好说呢。”遏斯泰菲老头子惶窘着,说:“我们是,不过是,自己一伙里的话呀……”
“事情不很简单么,自己们去决定就是了!”农民们又嚷嚷地叫了起来。
“那么,老伯伯,让我来说罢……”突然间,图皤夫用了按住的力量,说,不知道为什么,他看着遏斯泰菲老头子那一面,也将莱奋生错叫作“老伯伯”了。
在图皤夫的声音中,有一种难名的威逼,使大家的头都转到他那面去。他走近桌子,和木罗式加并排站定了,——并且用了那大的,茁壮的身子,将莱奋生遮掩起来。
“叫我们自己来决定?……你们担心么!?……”他挺出胸脯,拖长着热心的怒声说。“那么,就自己来决定罢!……”他忽然俯向木罗式加,将那热烈的眼盯在他上面。“你是我们一伙么,你说,木罗式加?……是矿工?”他紧张着,刻毒地问。“哼,哼,是肮脏的血呀,——苏羌的矿石呵!……不愿意做我们的一伙么?胡闹么?丢矿工们的脸么?——好!……”他的声音,恰如响亮的硬煤一样,发着沉重的钢一般的声音,落到寂静里去了。
木罗式加白得象布一样,牢牢地凝视着他的眼,心脏是在摇摆,仿佛受了枪弹的打击似的。
“好!……”图皤夫重复说……“去捣乱就是了!……倒要看看你离开了我们,会怎样!……至于我们呢……要赶出这小子去!……”他忽然向着莱奋生,简捷地说完话。
“瞧着罢,——只不要闹糟了自己!……”袭击队中的一个大声说。
“什么?”图皤夫凶猛地回问,向前走了一步。
“我的上帝,好了罢……”从角落上,发出吃了惊的老人的鼻声来。
莱奋生从后面拉着小队长的袖子。
“图皤夫……图皤夫……”他静静地叫道。“再靠边一点,——将人们遮住了。……”
图皤夫已经射出了最后的箭,看着队长,惶惑地跄踉着,平静了下来。
“但是,为什么我们总得赶走这呆子的呢?”将那绻发的给太阳晒黑了的头,昂在群众上面,刚卡连珂忽然开口说。“我毫不想来给他辩护,因为人是不能没有着落的呀,——他做了坏事,况且我是天天和他吵架的……但是他,说起来,是一个能战斗的小子,——这总是不该抹杀的。我们是和他经历了乌苏里的战线的,做着前卫部队。他是我们的伙伴——决不做内应,也决不卖大家的……”
“伙伴……”图皤夫悲痛地插嘴说。“那么,你以为我们就不是他的伙伴么?……我们在一个矿洞里开掘……差不多有三个月,我们在一件外套下面睡觉!……现在该死的臭黄鼠狼,”他忽然记起了那甜腻声音的企什来,“却想来教训我们一下了!……”
“我就在说这个,”疑心似的斜瞥着图皤夫那面,刚卡连珂接下去说,(他以为那骂詈是对他的了。)“将这事就这样简单地拉倒,是不行的。但要立刻驱逐,也不是办法,——我们就毁了自己。我的意见是这样的:应该问他自己!……”他于是用手掌沉重地在空中一劈,仿佛要将别的无用的意见,从自己的意见分开。
“不错!……问他自己罢!……如果他在懊悔,他该会自己说出来的!……”
图皤夫想挤回原地方去,但在通路的中途站住了,搜查一般地凝视着木罗式加。他却毫无主见地呆看着,只用汗津津的指头在弄小衫的扣子。
“说呀,你在怎么想,说呀!……”
木罗式加用横眼向莱奋生一瞥。
“是的,我这样……”他低声说了起来,但想不出话,沉默了。
“说呀,说呀!”大家象是激励他似的叫喊。
“是的,我这样……干了一下……”他又想不出必要的话来了,便转脸向着略勃支那面……“哪,这些瓜儿……如果我知道这是不对……还是怀了坏心思来做的呢?……我们这里的孩子就是……大家都知道的,我也就这样……并且照图皤夫说,我是将我们的伙伴全体……我实在是,弟兄们!……”骤然之间,他的胸中有什么东西迸裂了,他抓着胸膛,全身挺向前面,从他两眼里,射出了温暖的湿润的光,……“为了伙伴,我可以献出我最末的一滴血来。这样子……这样子,我还丢你们的脸……还是怎样!……”
另外的声音从街上透进了屋子中,——狗在式尼德庚的村庄里叫,姑娘们在唱歌,从牧师那里的邻居传来了整齐的钝声,好象挨磨一样。在渡头,是人们拖声喊着“呵,拉呀!”的声音。
“可是叫我怎样来罚自己呢?……”木罗式加接下去说,悲痛地,但比先前已经更加稳当,也没有那样诚恳了。“只能够立誓……矿工的誓呀……那是不会翻的……我决不干坏事了……”
“但是,如果靠不住呢?”莱奋生很注意地问。
“靠不住……”木罗式加愧在农民们的面前,颦了脸。
“但是,如果做不到呢?……”
“那时候,怎样都可以……枪毙我……”
“好,要你的命!”图皤夫严紧地说,但在他眼睛里,已经毫无怒色,只是亲爱地,嘲笑似的在发闪了。
“那么,完了罢!……完了哩!”人们在凳子上嚷着。
“那么,总算这就完了……”农民们高兴这麻烦的集会,不久就完。便说,“一点无聊的事,话倒说了一整年……”
“那么,这样决定罢,还是……?没有别的提议么?……”
“快闭会罢,落地狱的……”从刚才的紧张忽然变了畅快的心情,袭击队员都嚷了起来。“烦厌透哩……肚子又饿得多么凶,——肚肠和肚肠挤得铁紧罗!……”
“不,等一等,”莱奋生举起手来,镇静着,着眼睛,说。
“这问题,这算完了。这回是别的问题了!……”
“什么呢,又是?!”
“我想,有定下这样决议的必要的……”他向四近看了一转……“这里简直是没有书记的么!……”他忽而微微地,温和地笑起来了。“企什,到这里来写罢……是这样的决议呵:在军事的闲空的时候,不得追赶街上的狗,却须帮一点农民的忙……”他仿佛自己相信着有谁要帮农民的忙似的,用了含有确信的口气说。
“不呀,那样的事,我们倒一点不想的!”农民中有人说。
莱奋生想:——“着了!”
“嘘……嘘!……”别的农人打断了他。“听罢。叫他们做做罢——手也不会就磨损的!……”
“给略勃支,我们格外帮忙罢……”
“为什么格外?”农民们嚷了起来。“他是怎么的一位大老爷呀?……?……做议长算得什么,谁都会做的!……”
“闭会,闭会!……没有异议!……写下来罢!……”袭击队员从位置上站起,也不再听队长的说话,橐橐地走出屋子去了。 |
Esposizione pubblica (示众)Lu Xun (鲁迅, Lǔ Xùn, 1881–1936) Traduzione dal cinese all'italiano. Dalla raccolta Errante (彷徨), 1925. Il sole cocente di inizio estate torrefaceva il suolo fin dalle prime ore del mattino: sembrava che tutta la citta fosse distesa sotto il fuoco del sole. Il cane ansimava con la lingua di fuori; le cicale non avevano il coraggio di cantare; persino l'asfalto della strada si era rammollito, e i sandali di legno dei passanti vi lasciavano impronte nitide. In una strada stretta di Pechino, fra le botteghe, regnava un silenzio straordinario. Solo la mosca ronzava nell'aria torrida, e di tanto in tanto si udiva il battito sordo di un ventaglio di palma. A un tratto ci fu un'animazione: un poliziotto militare condusse un detenuto lungo la strada. L'uomo aveva le mani legate dietro la schiena, una grande placca sul petto su cui era scritto qualcosa, e sul collo portava un cartello con i caratteri del suo crimine. Camminava col capo chino, con passo incerto. In un istante, come per magia, la gente sbuco da ogni angolo. La bottega di alimentari, la bottega del barbiere, il negozio di stoffe: tutti si affacciarono alle porte. Dalla finestra al primo piano di una casa sporse una testa pelata e unta. Un operaio che dormiva sotto una tettoia apri gli occhi. Un mendicante, che sonnecchiava all'ombra del muro, si levo a meta e allungo il collo. Tutti guardavano. La donna della bottega di dolci usci con il bambino in braccio. Il bambino le tiro i capelli per vedere meglio. "Mamma, che e?" -- "Niente, guardalo bene," rispose la madre, mettendosi in punta di piedi. Un vecchio con gli occhiali da lettura si fermo, socchiuse gli occhi, e cerco di decifrare i caratteri sul cartello. "Che ha fatto?" chiese a voce alta, ma nessuno gli rispose. Un ragazzino si arrampico su un palo del telegrafo per vedere meglio. Una donna con un grande ventaglio smise di sventolare e fiss gli occhi sul condannato. Il poliziotto procedeva lentamente, e il condannato arrancava dietro di lui, col capo sempre chino. Non guardo mai la folla. Ma la folla guardava lui. Tutti quegli occhi -- vecchi e giovani, uomini e donne -- convergevano su di lui con un'intensita curiosa, quasi avida, come se stessero vedendo uno spettacolo raro. Non c'era compassione in quegli sguardi, ne indignazione; solo curiosita, la stessa con cui si guarderebbe un animale strano in uno zoo. Un ciclista che passava freno bruscamente, quasi cadendo, e si fermo a guardare. Un ragazzino con la scodella del riso in mano lascio cadere un chicco, ma non se ne accorse. Un lattaio si fermo in mezzo alla strada, bloccando il traffico. Il convoglio prosegui lentamente, e la folla segui come un'onda. Man mano che avanzava, si aggiungevano nuovi spettatori. Un venditore di gelati smise di gridare la sua mercanzia. Due donne che litigavano interruppero la disputa. Un impiegato con la cartella sotto il braccio si fermo, guardo, e poi riprese il cammino, ma dopo pochi passi si volto a guardare ancora. Alla fine il poliziotto e il condannato svoltarono l'angolo e scomparvero. La folla rimase ancora un momento, come delusa che lo spettacolo fosse finito cosi presto. Poi, lentamente, tutti tornarono ai propri affari. La bottega di alimentari riapri il battente. La donna coi dolci rientro col bambino. L'operaio si riaddormento sotto la tettoia. Il mendicante si distese di nuovo. Il silenzio torno sulla strada. Il sole torrefaceva il suolo. Solo la mosca continuava a ronzare nell'aria torrida. Ma in fondo alla strada, dove il condannato era scomparso, una chiazza d'ombra restava sull'asfalto rammollito. (Marzo 1925.) |