Difference between revisions of "Lu Xun Complete Works/it/Jiwaiji"
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| − | '''Lu Xun (鲁迅, Lǔ Xùn, 1881–1936) | + | '''Lu Xun''' (鲁迅, Lǔ Xùn, 1881–1936) |
Traduzione dal cinese all'italiano. | Traduzione dal cinese all'italiano. | ||
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| − | + | == Nota editoriale == | |
| − | + | Nell'ottobre 1936, il signor Lu Xun (鲁迅) si spense a Shanghai (上海). Il Comitato Commemorativo del Signor Lu Xun, presieduto da Cai Yuanpei (蔡元培), con lo scopo di "ampliare l'influenza dello spirito di Lu Xun, per risvegliare l'anima della nazione e lottare per la luce", dedicò quasi due anni alla cura e alla pubblicazione delle ''Opere complete di Lu Xun'' (鲁迅全集, prima edizione) nel giugno 1938. Il comitato editoriale comprendeva i signori Cai Yuanpei, Ma Yuzao (马裕藻), Shen Jianshi (沈兼士), Mao Dun (茅盾) e Zhou Zuoren (周作人). | |
| − | + | L'indice generale di questa edizione si basò sul catalogo delle opere stilato in vita dallo stesso Lu Xun, con l'aggiunta di una sezione di traduzioni. Il contenuto si divide approssimativamente in tre grandi parti: opere originali, revisione e compilazione di testi classici, e traduzioni, ordinate fondamentalmente in ordine cronologico. | |
| − | + | L'opera completa consta di oltre sei milioni di caratteri, pubblicati in venti volumi, ciascuno di estensione simile. | |
| − | La presente | + | La presente edizione prende come base l'edizione del 1938 delle ''Opere complete di Lu Xun'' e si è cercato di mantenerne l'essenza e l'aspetto originali. Per quanto riguarda il contenuto e l'organizzazione, questa edizione persegue la massima fedeltà a quella del 1938, con solo alcuni adeguamenti puntuali; per esempio, nella sezione poetica delle ''Opere non raccolte'', è stato riordinato l'ordine di alcune poesie secondo le più recenti ricerche sulle date di composizione della poesia di Lu Xun. Inoltre, le opere che nell'edizione del 1938 non sono di paternità di Lu Xun sono state eliminate da questa edizione. Pertanto non è incluso ''Il piccolo Pietro'' (小彼得), poiché la traduttrice firmò come Xu Xia (许霞), e Lu Xun si limitò a rivedere e correggere la traduzione. |
| − | + | Per quanto riguarda la revisione testuale, oltre alla conversione dei caratteri tradizionali in disposizione verticale in caratteri semplificati in disposizione orizzontale, sono stati corretti solo alcuni errori di testo e punteggiatura dell'edizione del 1938. I caratteri varianti e gli usi abituali di Lu Xun sono stati mantenuti integralmente secondo l'edizione del 1938. Anche i nomi propri stranieri e i toponimi conservano le traduzioni originali. | |
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| − | + | == Opere non raccolte -- Testi recuperati == | |
| − | + | === Nostalgia (怀旧) -- di Zhou Chuo (周逴) === | |
| − | + | Davanti a casa nostra c'era un paulownia verde, alto circa trenta piedi. Ogni anno dava tanti frutti quante sono le stelle in cielo. I bambini lanciavano sassi per far cadere i frutti del paulownia, e spesso i sassi volavano dentro dalla finestra dello studio; talvolta colpivano proprio il mio banco. Ogni volta che un sasso entrava, il mio maestro, il signor Calvo (秃先生), usciva a rimproverarli. Le foglie del paulownia avevano un diametro superiore a un piede; appassite leggermente dal sole estivo, si ravvivavano con la frescura della notte, come una persona che apre il palmo della mano. Il portiere di casa nostra, il vecchio Wang (王叟), a volte attingeva acqua per bagnare il suolo e rinfrescare il calore, o tirava fuori qualche sedia rotta, teneva la pipa e si metteva a raccontare storie con la vecchia Li (李妪). Spesso, quando la luna era già tramontata e le stelle apparivano, si vedeva solo la brace della pipa, e ancora non smettevano di chiacchierare. | |
| − | + | Mentre quelli prendevano il fresco della sera, il signor Calvo mi insegnava a comporre distici paralleli. Il tema era "fiore rosso" (红花); io risposi "paulownia verde" (青桐). Egli scartò la mia risposta con un gesto, dicendo che i toni non concordavano, e mi mandò via. Avevo allora nove anni e non sapevo cosa fossero i toni, e il signor Calvo non li spiegava nemmeno. Così me ne andai, pensai a lungo senza trovare la risposta, e a poco a poco cominciai a darmi manate sulle cosce con gran rumore, come se schiaccassi zanzare, sperando che il signor Calvo capisse la mia sofferenza. Ma il maestro continuò a ignorarmi. Dopo molto, molto tempo, finalmente disse con voce oscillante: "Vieni." Io mi avvicinai con slancio. Scrisse i caratteri "erba verde" (绿草) e disse: "'Rosso', tono piano; 'fiore', tono piano; 'verde', tono entrante; 'erba', tono ascendente. Via!" Non ebbi tempo di ascoltare e uscii con un salto. Il signor Calvo ripeté con voce oscillante: "Non saltare!" E così uscii senza saltare. | |
| − | + | Uscito, non osavo giocare sotto il paulownia. All'inizio mi arrampicavo sulle ginocchia del vecchio Wang e gli chiedevo di raccontare storie di campagna. Ma il signor Calvo arrivava sempre subito dopo, con faccia severa, e diceva: "Ragazzino, smettila di fare scherzi! Hai finito di mangiare? Perché non torni a fare il compito serale?" Se lo contrariavo anche solo un po', il giorno dopo mi colpiva la testa con il righello e diceva: "Che brutti scherzi fai, come sei tonto nello studio!" Il mio signor Calvo, a quanto pareva, usava l'aula come campo di vendetta. Così a poco a poco smisi di andarci; e poi il giorno dopo non era né Qingming, né la Festa delle Barche del Drago, né la Festa di Mezzo Autunno, e dunque non avevo alcun motivo di allegria. Se la mattina presto avessi potuto contrarre un piccolo malanno che guarisse a mezzogiorno, così da poter riposare mezza giornata, sarebbe stato magnifico. Altrimenti, che si ammalasse il signor Calvo; o meglio ancora, che morisse. (Un capovolgimento per frase.) Se non si ammala né muore, domani tornerò a scuola a leggere i ''Dialoghi''. | |
| − | + | Il giorno dopo, il signor Calvo effettivamente riprese i miei ''Dialoghi'', spiegando il significato dei caratteri con la testa che dondolava. Il maestro era inoltre miope, cosicché le sue labbra quasi sfioravano il libro, come se volesse morderlo. La gente spesso dava la colpa a me per la mia monelleria, dicendo che non leggevo neanche mezzo volume senza che le pagine si disfacessero; ma non sapevano che quel suo respiro ansante le scompigliava giorno dopo giorno: come poteva la carta non rompersi, come potevano i caratteri non sbiadire? Per quanto monello fossi, arriverei mai a tanto? Il signor Calvo diceva: "Confucio disse: 'A sessant'anni il mio orecchio era docile' (耳顺). 'Orecchio' significa 'orecchia'. 'A settant'anni seguivo i desideri del mio cuore senza trasgredire la regola (矩)...'" Io non capivo nulla di tutto ciò. I caratteri erano nascosti dall'ombra del suo naso, e nemmeno io li vedevo. Vedevo solo, sopra i ''Dialoghi'', la testa calva del maestro, splendente, che poteva riflettere il mio volto, sebbene piuttosto sfocato e gonfio, molto meno nitido del vecchio stagno dell'orto di dietro. | |
| − | + | Il maestro spiegava il libro a lungo, facendo scricchiolare le ginocchia e annuendo con grandi cenni del capo, come se vi trovasse un piacere profondo. Io, al contrario, ero completamente impaziente, perché sebbene il luccichio della sua calva fosse curioso, a lungo andare stancava anche quello: come avrebbe potuto durare? "Signor Yangsheng (仰圣先生)! Signor Yangsheng!" Per fortuna, da fuori si udì all'improvviso una voce strana, come di qualcuno che avesse visto un fantasma e chiedesse soccorso. | |
| − | " | + | "È lei, fratello Yaozong (耀宗)?... Entri pure," il maestro smise di spiegare i ''Dialoghi'', alzò la testa, uscì ad aprire la porta e fece un inchino. |
| − | + | All'inizio non capivo affatto perché il maestro mostrasse tanta riverenza verso Yaozong. Yaozong, di cognome Jin (金), abitava nella casa accanto alla nostra. Possedeva una grande fortuna, ma vestiva abiti logori e scarpe rotte, mangiava verdure ogni giorno, e aveva il viso giallastro e gonfio come una melanzana d'autunno. Neppure il vecchio Wang gli portava rispetto, e diceva spesso: "Accumula molto oro, ma non fa dono di un solo centesimo. Perché dovrei essere cortese con lui?" Così il vecchio Wang mi voleva bene e si mostrava particolarmente altero con Yaozong. Yaozong non se ne curava neppure. Inoltre non era intelligente quanto il vecchio Wang: ogni volta che ascoltava storie, la maggior parte non le capiva e si limitava ad annuire vagamente. Anche la vecchia Li diceva che quell'uomo, dall'infanzia all'età adulta, non aveva fatto altro che vivere ai piedi dei genitori come un prigioniero, senza uscire a frequentare la gente, cosicché il suo vocabolario era estremamente povero. Se si parlava di riso, diceva semplicemente "riso", senza distinguere tra riso comune e riso glutinoso. Se si parlava di pesce, diceva semplicemente "pesce", senza distinguere tra orata e carpa. Altrimenti non capiva, e bisognava aggiungere centinaia di note; ma nelle note c'erano a loro volta molte parole incomprensibili che richiedevano ulteriori spiegazioni, e le spiegazioni contenevano a loro volta termini difficili, finché alla fine si arrendeva e smetteva di capire. Per questo non piaceva conversare con lui. Solo il signor Calvo lo trattava con speciale deferenza, il che stupiva enormemente il vecchio Wang e gli altri. Anch'io mi scervellavo in segreto per scoprirne il motivo, e scoprii che Yaozong, a ventun anni senza figli, si era affrettato a prendere tre concubine. Il signor Calvo, dal canto suo, citava spesso il detto "delle tre forme d'empietà filiale, la maggiore è non lasciare discendenza" (不孝有三、无后为大), e una volta gli aveva regalato trentuno taels d'argento per comprarsi una concubina. Dunque il motivo della sua cortesia risiedeva nella pura pietà filiale di Yaozong. Il vecchio Wang, per quanto virtuoso, non raggiungeva la sapienza del maestro nel sondare tali profondità, e non c'era da stupirsi che non comprendesse; del resto, persino io avevo avuto bisogno di molti giorni di riflessione per scoprirne il motivo. | |
| − | "Maestro, | + | "Maestro, ha sentito le notizie di oggi?" |
| − | " | + | "Notizie... non ho sentito nulla... Quali notizie?" |
| − | " | + | "I Capelloni (长毛) stanno per arrivare!" |
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| − | + | Ciò che Yaozong chiamava "Capelloni" era ciò che il signor Yangsheng chiamava "ribelli del capello" (发逆), e che il vecchio Wang pure chiamava "Capelloni". Inoltre diceva che a quel tempo aveva giusto trent'anni; ora il vecchio Wang ne aveva oltre settanta, erano passati più di quarant'anni, e anch'io sapevo che non poteva essere vero. | |
| − | " | + | "Ma la notizia viene dal terzo signore di Hexu (何墟三大人). Dice che arriveranno tra pochi giorni..." |
| − | " | + | "Dal terzo signore?... Allora proviene dal signor prefetto. È una cosa contro cui bisogna premunirsi." La venerazione del maestro per il terzo signore superava persino quella per i santi. Impallidì e prese a camminare avanti e indietro attorno al suo banco. |
| − | " | + | "Dicono che siano circa ottocento. Ho già mandato il mio domestico a Hexu a indagare. Per sapere esattamente quando arrivano..." |
| − | " | + | "Ottocento... ma com'è possibile... Oh, saranno probabilmente banditi di montagna o i Turbanti Rossi (赤巾党) di qualche luogo vicino." |
| − | + | Il signor Calvo, più sagace, comprese subito che non erano i Capelloni. Ma non sapeva che Yaozong chiamava "Capelloni" indistintamente banditi di montagna, pirati, cappelli bianchi e turbanti rossi; perciò nemmeno Yaozong capiva ciò che diceva il signor Calvo (riflesso della sua incapacità di distinguere il riso comune dal glutinoso). | |
| − | " | + | "Quando arriveranno bisognerà preparare il pranzo. La mia sala è piccola, quindi penso di chiedere in prestito il cortile del tempio di Zhang Suiyang (张睢阳庙) per sfamare metà di loro. Una volta che avranno mangiato, emetteranno forse un editto di pace per il popolo?" Yaozong era di natura ottusa, ma l'arte di ricevere l'esercito reale con cesti di riso e brocche di bevande era una tradizione di famiglia. |
| − | " | + | "Questo genere di rivoltosi non durerà a lungo. Si cerchi in tutto il ''Gangjianyizhilu'' (纲鉴易知录): si è mai visto che qualcuno abbia avuto successo?... Anche se, a dire il vero, di tanto in tanto non mancano quelli che ce la fanno. Dar loro da mangiare, d'accordo. Tuttavia, fratello Yaozong! Non metta il suo nome; deleghi al capoquartiere." |
| − | " | + | "Ha ragione! Maestro, potrebbe scrivermi le due parole 'popolo sottomesso' (顺民)?" |
| − | " | + | "Non ancora, non ancora! Questo genere di cose non conviene affrettarle. Se alla fine arrivano, c'è ancora tempo di scriverle. E poi, fratello Yaozong! Devo avvertirla di una cosa: l'ira di questa gente, certo, non conviene provocarla, ma neppure conviene mostrarsi troppo amichevoli. Nell'antica rivolta, quelli che avevano attaccato cartelli di 'popolo sottomesso' alle loro porte non sempre si salvarono; e quando i banditi si ritirarono, poi li perseguitò l'esercito governativo. Perciò questa faccenda va discussa quando i banditi saranno alle porte della città. Ma la sua famiglia conviene evacuarla presto, anche se non troppo lontano." |
| − | " | + | "Benissimo, benissimo! Vado ad avvisare il monaco taoista del tempio di Zhang Suiyang." |
| − | Yaozong, | + | Yaozong, capendo a metà, se ne andò profondamente ammirato. La gente diceva che, cercando in tutta la città di Wu (芜市), il signor Calvo era senza dubbio il primo saggio. E non mentivano. |
| − | + | (Le note laterali e le annotazioni critiche che compaiono nel testo furono probabilmente aggiunte dal signor Yun Tieqiao (恽铁樵) al momento della pubblicazione nella ''Rivista di narrativa'' (小说月报). Vengono conservate così come sono per mostrare i criteri editoriali delle riviste dell'epoca. -- I curatori.) | |
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Opere non raccolte (集外集)
Lu Xun (鲁迅, Lǔ Xùn, 1881–1936)
Traduzione dal cinese all'italiano.
Nota editoriale
Nell'ottobre 1936, il signor Lu Xun (鲁迅) si spense a Shanghai (上海). Il Comitato Commemorativo del Signor Lu Xun, presieduto da Cai Yuanpei (蔡元培), con lo scopo di "ampliare l'influenza dello spirito di Lu Xun, per risvegliare l'anima della nazione e lottare per la luce", dedicò quasi due anni alla cura e alla pubblicazione delle Opere complete di Lu Xun (鲁迅全集, prima edizione) nel giugno 1938. Il comitato editoriale comprendeva i signori Cai Yuanpei, Ma Yuzao (马裕藻), Shen Jianshi (沈兼士), Mao Dun (茅盾) e Zhou Zuoren (周作人).
L'indice generale di questa edizione si basò sul catalogo delle opere stilato in vita dallo stesso Lu Xun, con l'aggiunta di una sezione di traduzioni. Il contenuto si divide approssimativamente in tre grandi parti: opere originali, revisione e compilazione di testi classici, e traduzioni, ordinate fondamentalmente in ordine cronologico.
L'opera completa consta di oltre sei milioni di caratteri, pubblicati in venti volumi, ciascuno di estensione simile.
La presente edizione prende come base l'edizione del 1938 delle Opere complete di Lu Xun e si è cercato di mantenerne l'essenza e l'aspetto originali. Per quanto riguarda il contenuto e l'organizzazione, questa edizione persegue la massima fedeltà a quella del 1938, con solo alcuni adeguamenti puntuali; per esempio, nella sezione poetica delle Opere non raccolte, è stato riordinato l'ordine di alcune poesie secondo le più recenti ricerche sulle date di composizione della poesia di Lu Xun. Inoltre, le opere che nell'edizione del 1938 non sono di paternità di Lu Xun sono state eliminate da questa edizione. Pertanto non è incluso Il piccolo Pietro (小彼得), poiché la traduttrice firmò come Xu Xia (许霞), e Lu Xun si limitò a rivedere e correggere la traduzione.
Per quanto riguarda la revisione testuale, oltre alla conversione dei caratteri tradizionali in disposizione verticale in caratteri semplificati in disposizione orizzontale, sono stati corretti solo alcuni errori di testo e punteggiatura dell'edizione del 1938. I caratteri varianti e gli usi abituali di Lu Xun sono stati mantenuti integralmente secondo l'edizione del 1938. Anche i nomi propri stranieri e i toponimi conservano le traduzioni originali.
Opere non raccolte -- Testi recuperati
Nostalgia (怀旧) -- di Zhou Chuo (周逴)
Davanti a casa nostra c'era un paulownia verde, alto circa trenta piedi. Ogni anno dava tanti frutti quante sono le stelle in cielo. I bambini lanciavano sassi per far cadere i frutti del paulownia, e spesso i sassi volavano dentro dalla finestra dello studio; talvolta colpivano proprio il mio banco. Ogni volta che un sasso entrava, il mio maestro, il signor Calvo (秃先生), usciva a rimproverarli. Le foglie del paulownia avevano un diametro superiore a un piede; appassite leggermente dal sole estivo, si ravvivavano con la frescura della notte, come una persona che apre il palmo della mano. Il portiere di casa nostra, il vecchio Wang (王叟), a volte attingeva acqua per bagnare il suolo e rinfrescare il calore, o tirava fuori qualche sedia rotta, teneva la pipa e si metteva a raccontare storie con la vecchia Li (李妪). Spesso, quando la luna era già tramontata e le stelle apparivano, si vedeva solo la brace della pipa, e ancora non smettevano di chiacchierare.
Mentre quelli prendevano il fresco della sera, il signor Calvo mi insegnava a comporre distici paralleli. Il tema era "fiore rosso" (红花); io risposi "paulownia verde" (青桐). Egli scartò la mia risposta con un gesto, dicendo che i toni non concordavano, e mi mandò via. Avevo allora nove anni e non sapevo cosa fossero i toni, e il signor Calvo non li spiegava nemmeno. Così me ne andai, pensai a lungo senza trovare la risposta, e a poco a poco cominciai a darmi manate sulle cosce con gran rumore, come se schiaccassi zanzare, sperando che il signor Calvo capisse la mia sofferenza. Ma il maestro continuò a ignorarmi. Dopo molto, molto tempo, finalmente disse con voce oscillante: "Vieni." Io mi avvicinai con slancio. Scrisse i caratteri "erba verde" (绿草) e disse: "'Rosso', tono piano; 'fiore', tono piano; 'verde', tono entrante; 'erba', tono ascendente. Via!" Non ebbi tempo di ascoltare e uscii con un salto. Il signor Calvo ripeté con voce oscillante: "Non saltare!" E così uscii senza saltare.
Uscito, non osavo giocare sotto il paulownia. All'inizio mi arrampicavo sulle ginocchia del vecchio Wang e gli chiedevo di raccontare storie di campagna. Ma il signor Calvo arrivava sempre subito dopo, con faccia severa, e diceva: "Ragazzino, smettila di fare scherzi! Hai finito di mangiare? Perché non torni a fare il compito serale?" Se lo contrariavo anche solo un po', il giorno dopo mi colpiva la testa con il righello e diceva: "Che brutti scherzi fai, come sei tonto nello studio!" Il mio signor Calvo, a quanto pareva, usava l'aula come campo di vendetta. Così a poco a poco smisi di andarci; e poi il giorno dopo non era né Qingming, né la Festa delle Barche del Drago, né la Festa di Mezzo Autunno, e dunque non avevo alcun motivo di allegria. Se la mattina presto avessi potuto contrarre un piccolo malanno che guarisse a mezzogiorno, così da poter riposare mezza giornata, sarebbe stato magnifico. Altrimenti, che si ammalasse il signor Calvo; o meglio ancora, che morisse. (Un capovolgimento per frase.) Se non si ammala né muore, domani tornerò a scuola a leggere i Dialoghi.
Il giorno dopo, il signor Calvo effettivamente riprese i miei Dialoghi, spiegando il significato dei caratteri con la testa che dondolava. Il maestro era inoltre miope, cosicché le sue labbra quasi sfioravano il libro, come se volesse morderlo. La gente spesso dava la colpa a me per la mia monelleria, dicendo che non leggevo neanche mezzo volume senza che le pagine si disfacessero; ma non sapevano che quel suo respiro ansante le scompigliava giorno dopo giorno: come poteva la carta non rompersi, come potevano i caratteri non sbiadire? Per quanto monello fossi, arriverei mai a tanto? Il signor Calvo diceva: "Confucio disse: 'A sessant'anni il mio orecchio era docile' (耳顺). 'Orecchio' significa 'orecchia'. 'A settant'anni seguivo i desideri del mio cuore senza trasgredire la regola (矩)...'" Io non capivo nulla di tutto ciò. I caratteri erano nascosti dall'ombra del suo naso, e nemmeno io li vedevo. Vedevo solo, sopra i Dialoghi, la testa calva del maestro, splendente, che poteva riflettere il mio volto, sebbene piuttosto sfocato e gonfio, molto meno nitido del vecchio stagno dell'orto di dietro.
Il maestro spiegava il libro a lungo, facendo scricchiolare le ginocchia e annuendo con grandi cenni del capo, come se vi trovasse un piacere profondo. Io, al contrario, ero completamente impaziente, perché sebbene il luccichio della sua calva fosse curioso, a lungo andare stancava anche quello: come avrebbe potuto durare? "Signor Yangsheng (仰圣先生)! Signor Yangsheng!" Per fortuna, da fuori si udì all'improvviso una voce strana, come di qualcuno che avesse visto un fantasma e chiedesse soccorso.
"È lei, fratello Yaozong (耀宗)?... Entri pure," il maestro smise di spiegare i Dialoghi, alzò la testa, uscì ad aprire la porta e fece un inchino.
All'inizio non capivo affatto perché il maestro mostrasse tanta riverenza verso Yaozong. Yaozong, di cognome Jin (金), abitava nella casa accanto alla nostra. Possedeva una grande fortuna, ma vestiva abiti logori e scarpe rotte, mangiava verdure ogni giorno, e aveva il viso giallastro e gonfio come una melanzana d'autunno. Neppure il vecchio Wang gli portava rispetto, e diceva spesso: "Accumula molto oro, ma non fa dono di un solo centesimo. Perché dovrei essere cortese con lui?" Così il vecchio Wang mi voleva bene e si mostrava particolarmente altero con Yaozong. Yaozong non se ne curava neppure. Inoltre non era intelligente quanto il vecchio Wang: ogni volta che ascoltava storie, la maggior parte non le capiva e si limitava ad annuire vagamente. Anche la vecchia Li diceva che quell'uomo, dall'infanzia all'età adulta, non aveva fatto altro che vivere ai piedi dei genitori come un prigioniero, senza uscire a frequentare la gente, cosicché il suo vocabolario era estremamente povero. Se si parlava di riso, diceva semplicemente "riso", senza distinguere tra riso comune e riso glutinoso. Se si parlava di pesce, diceva semplicemente "pesce", senza distinguere tra orata e carpa. Altrimenti non capiva, e bisognava aggiungere centinaia di note; ma nelle note c'erano a loro volta molte parole incomprensibili che richiedevano ulteriori spiegazioni, e le spiegazioni contenevano a loro volta termini difficili, finché alla fine si arrendeva e smetteva di capire. Per questo non piaceva conversare con lui. Solo il signor Calvo lo trattava con speciale deferenza, il che stupiva enormemente il vecchio Wang e gli altri. Anch'io mi scervellavo in segreto per scoprirne il motivo, e scoprii che Yaozong, a ventun anni senza figli, si era affrettato a prendere tre concubine. Il signor Calvo, dal canto suo, citava spesso il detto "delle tre forme d'empietà filiale, la maggiore è non lasciare discendenza" (不孝有三、无后为大), e una volta gli aveva regalato trentuno taels d'argento per comprarsi una concubina. Dunque il motivo della sua cortesia risiedeva nella pura pietà filiale di Yaozong. Il vecchio Wang, per quanto virtuoso, non raggiungeva la sapienza del maestro nel sondare tali profondità, e non c'era da stupirsi che non comprendesse; del resto, persino io avevo avuto bisogno di molti giorni di riflessione per scoprirne il motivo.
"Maestro, ha sentito le notizie di oggi?"
"Notizie... non ho sentito nulla... Quali notizie?"
"I Capelloni (长毛) stanno per arrivare!"
"I Capelloni... ah ah, com'è possibile..."
Ciò che Yaozong chiamava "Capelloni" era ciò che il signor Yangsheng chiamava "ribelli del capello" (发逆), e che il vecchio Wang pure chiamava "Capelloni". Inoltre diceva che a quel tempo aveva giusto trent'anni; ora il vecchio Wang ne aveva oltre settanta, erano passati più di quarant'anni, e anch'io sapevo che non poteva essere vero.
"Ma la notizia viene dal terzo signore di Hexu (何墟三大人). Dice che arriveranno tra pochi giorni..."
"Dal terzo signore?... Allora proviene dal signor prefetto. È una cosa contro cui bisogna premunirsi." La venerazione del maestro per il terzo signore superava persino quella per i santi. Impallidì e prese a camminare avanti e indietro attorno al suo banco.
"Dicono che siano circa ottocento. Ho già mandato il mio domestico a Hexu a indagare. Per sapere esattamente quando arrivano..."
"Ottocento... ma com'è possibile... Oh, saranno probabilmente banditi di montagna o i Turbanti Rossi (赤巾党) di qualche luogo vicino."
Il signor Calvo, più sagace, comprese subito che non erano i Capelloni. Ma non sapeva che Yaozong chiamava "Capelloni" indistintamente banditi di montagna, pirati, cappelli bianchi e turbanti rossi; perciò nemmeno Yaozong capiva ciò che diceva il signor Calvo (riflesso della sua incapacità di distinguere il riso comune dal glutinoso).
"Quando arriveranno bisognerà preparare il pranzo. La mia sala è piccola, quindi penso di chiedere in prestito il cortile del tempio di Zhang Suiyang (张睢阳庙) per sfamare metà di loro. Una volta che avranno mangiato, emetteranno forse un editto di pace per il popolo?" Yaozong era di natura ottusa, ma l'arte di ricevere l'esercito reale con cesti di riso e brocche di bevande era una tradizione di famiglia.
"Questo genere di rivoltosi non durerà a lungo. Si cerchi in tutto il Gangjianyizhilu (纲鉴易知录): si è mai visto che qualcuno abbia avuto successo?... Anche se, a dire il vero, di tanto in tanto non mancano quelli che ce la fanno. Dar loro da mangiare, d'accordo. Tuttavia, fratello Yaozong! Non metta il suo nome; deleghi al capoquartiere."
"Ha ragione! Maestro, potrebbe scrivermi le due parole 'popolo sottomesso' (顺民)?"
"Non ancora, non ancora! Questo genere di cose non conviene affrettarle. Se alla fine arrivano, c'è ancora tempo di scriverle. E poi, fratello Yaozong! Devo avvertirla di una cosa: l'ira di questa gente, certo, non conviene provocarla, ma neppure conviene mostrarsi troppo amichevoli. Nell'antica rivolta, quelli che avevano attaccato cartelli di 'popolo sottomesso' alle loro porte non sempre si salvarono; e quando i banditi si ritirarono, poi li perseguitò l'esercito governativo. Perciò questa faccenda va discussa quando i banditi saranno alle porte della città. Ma la sua famiglia conviene evacuarla presto, anche se non troppo lontano."
"Benissimo, benissimo! Vado ad avvisare il monaco taoista del tempio di Zhang Suiyang."
Yaozong, capendo a metà, se ne andò profondamente ammirato. La gente diceva che, cercando in tutta la città di Wu (芜市), il signor Calvo era senza dubbio il primo saggio. E non mentivano.
(Le note laterali e le annotazioni critiche che compaiono nel testo furono probabilmente aggiunte dal signor Yun Tieqiao (恽铁樵) al momento della pubblicazione nella Rivista di narrativa (小说月报). Vengono conservate così come sono per mostrare i criteri editoriali delle riviste dell'epoca. -- I curatori.)